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Tubazioni cemento/amianto: il comunicato dell'Autorità Idrica Toscana

24 Novembre 2014

Autorevoli rassicurazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità; sarà comunque avviato un piano di monitoraggio staordinario.

Si riporta il testo del comunicato dell'Autorità Idrica Toscana rilasciato il 10 Ottobre 2014 sul monitoraggio e controllo delle reti idriche in cemento amianto. 

Secondo la quarta edizione 2011 delle Linee guida sulla qualità dell’acqua potabile dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) “non ci sono consistenti evidenze che l’amianto ingerito sia dannoso per la salute”, a differenza dell’amianto diffuso in aria ed assunto per inalazione, che è dichiarato altamente nocivo per la salute. Si deve comunque ricordare che dal 1994 l’Italia ha vietato la produzione di nuovi manufatti di cemento/amianto, il cosiddetto eternit. Per cui negli ultimi due decenni non sono stati più costruiti impianti, reti o condotte idriche con impiego di questo materiale.

A oggi, secondo i dati dell’Autorità Idrica Toscana, la media delle condotte idriche in cemento/amianto sul territorio regionale è soltanto del 6% della lunghezza complessiva delle reti, vale a dire un numero limitato di reti. E la durezza delle acque toscane, mediamente molto elevata, funziona da incapsulante naturale della superficie interna delle tubazioni, isolando il cemento amianto dall’acqua che vi scorre all’interno.

Oltre alle rassicurazioni autorevoli dell’OMS e la ridotta presenza di queste strutture impiantistiche, l’Autorità Idrica Toscana avvia in questi giorni un piano di monitoraggio straordinario al fine di verificare in maniera sistematica l'eventuale presenza di fibre di amianto idrodisperse nell'acqua potabile dell'intera regione, iniziando prioritariamente dalle zone a più alta presenza di condotte in cemento/amianto e dove le acque presentano una durezza più contenuta. I risultati del monitoraggio consentiranno un aggiornamento dei dati già esistenti, ricavati dai monitoraggi effettuati in anni passati.

In collaborazione con le ASL, la Regione Toscana e i gestori del servizio idrico (Publiacqua, Acque, Asa, Fiora, Nuove Acque, Gaia, GEAL) il monitoraggio eseguito zona per zona nell'acqua in rete comprenderà anche le fonti di approvvigionamento.

Una volta raccolti ed esaminati i dati, l’Autorità Idrica Toscana stabilirà, nel nuovo Piano d’Ambito, i criteri di intervento per le sostituzioni delle condotte malfunzionanti, riservando a quelle di cemento/amianto la priorità.

Allo stesso tempo AIT e assessorato regionale del Diritto alla Salute provvederanno a raccogliere e analizzare tutti gli studi recenti (nazionali ed esteri) sul tema dell’amianto idrodisperso, in modo da fornire indicazioni metodologiche sempre più precise e dettagliate per la realizzazione degli interventi di manutenzione sulle reti esistenti di cemento/amianto, con garanzie di sicurezza per il personale addetto alle manutenzioni e per gli utenti del servizio.


Il sito internet dell'Autorità Idrica Toscana

 

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