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Tubone: prosegue il primo lotto dei lavori nel comune di Cerreto Guidi

16 Settembre 2020

La condotta tra Stabbia e Santa Croce sull'Arno sarà lunga 10 km. Attività giunte a metà strada.

Procedono a ritmo serrato i lavori nel comune di Cerreto Guidi per la realizzazione del nuovo collettore fognario che unirà il depuratore di Stabbia a quello di Santa Croce sull’Arno, primo dei quattro lotti funzionali che compongono il maxi intervento del “Tubone” della Valdinievole, l’opera che, una volta a regime, convoglierà i reflui che arrivano al depuratore di Pieve a Nievole fino al depuratore di Aquarno, a Santa Croce, passando per i comuni di Monsummano, Larciano, Lamporecchio, Cerreto Guidi e Fucecchio.

Il collettore avrà una lunghezza complessiva di 24 chilometri ed “aggirerà” il Padule partendo da nord, costeggiandolo lungo il lato est, e arrivando a sud al depuratore di Aquarno. Sarà realizzato in ghisa, e avrà un diametro di 900 millimetri. I depuratori attualmente in funzione lungo il tracciato saranno trasformati in stazioni di sollevamento fognarie, che spingeranno i reflui verso l’impianto santacrocese. L’intervento per la costruzione del collettore dal depuratore di Stabbia a quello di Santa Croce è entrato nel vivo a luglio e prevede la realizzazione della prima condotta lunga circa 10 chilometri. Le operazioni sono giunte quasi a metà strada con oltre 4 km di tubazioni già posate su due tratti distinti che andranno poi a congiungersi: dalle campagne a nord dell’abitato di Fucecchio in direzione del depuratore di Stabia e viceversa.

Una volta ultimato, il Tubone colletterà al depuratore di Aquarno circa 6,2 milioni di metri cubi annui di reflui. Gli obiettivi che intendono perseguire Acque, Regione Toscana, Autorità Idrica Toscana, Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno e le amministrazioni comunali del territorio, sono molteplici. Dal riorganizzare lo schema depurativo della Valdinievole e del Basso Valdarno, adeguando e razionalizzando il sistema fognario anche tramite la “trasformazione” degli attuali depuratori, a creare una infrastruttura-modello, intervallata da nuove stazioni di sollevamento, per garantire standard di qualità e quantità ancora più importanti. E poi ancora, migliorare il “secondo tempo” del servizio, diminuire l’impatto ambientale dei reflui, e proteggere il Padule di Fucecchio, mantenendone il “deflusso minimo vitale” in estate. Il Tubone comporta un investimento di 40 milioni di euro e rappresenta la “punta di diamante” dell’accordo di programma per la tutela delle risorse idriche del Valdarno e del Padule di Fucecchio, il cosiddetto “Accordo del Cuoio”: un disegno complessivo da 143 milioni di euro.

 

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