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Arriva "Rainbow": depositi idrici tra sostenibilità e arte urbana

27 Marzo 2018

Parte il progetto per il recupero dei serbatoi. Prima tappa, la torre di S.Romano a Montopoli.

Mettere insieme territorio e cultura in un’ottica di sensibilizzazione ambientale e sostenibilità. Migliorare, anche in senso artistico, le infrastrutture che segnano il paesaggio. E ancora, creare valore usando nuovi linguaggi e forme espressive contemporanee. Da questi obiettivi nasce “Rainbow”, un progetto che mira a interpretare con opere murarie, firmate da artisti di fama internazionale nel campo dell’arte urbana, i depositi idrici pensili presenti nel Basso Valdarno. A presentare pubblicamente questa iniziativa in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua - celebrata come ogni anno il 22 marzo - sono stati Giuseppe Sardu, presidente di Acque SpA, Giovanni Capecchi e Linda Vanni, rispettivamente sindaco e vicesindaco di Montopoli in Val d’Arno. Proprio nel comune di Montopoli, infatti, prenderà avvio il progetto, con il primo intervento in assoluto sul deposito idrico di San Romano, ad opera di Giovanni Magnoli, in arte Refreshink, artista famoso per i murales riguardanti la natura e il mondo animale. Il suo intervento artistico si collocherà nella fase conclusiva degli ormai noti lavori di manutenzione straordinaria del pensile.


 

Il progetto. Rainbow nasce da un’idea di Acque SpA, il gestore idrico del Basso Valdarno che si è avvalso, oltre che del sostegno dell’amministrazione comunale, anche del supporto dell’associazione culturale Undicesima Lab. Il progetto si colloca in un’ottica di ottimizzazione delle risorse e, nello specifico, delle risorse per i lavori di ristrutturazione che stanno interessando (e interesseranno in futuro) alcune torri piezometriche, proprio come quella di San Romano. Sarà così possibile sfruttare la presenza delle impalcature e dei cantieri già previsti per i lavori di manutenzione, permettendo agli artisti di eseguire opere d’arte sulle pareti delle cisterne. Con questa impostazione, il progetto Rainbow si pone come un’assoluta novità a livello nazionale nel campo della riqualificazione urbana dei depostiti idrici. Per il team curatoriale, per l’artista e per gli altri che si succederanno si tratta di una sfida artistica complessa e suggestiva, poiché saranno chiamati a intervenire su una superficie curva, a un’altezza da capogiro, con poco spazio a disposizione, per un’opera realmente a 360°.

L’obiettivo. Con questa iniziativa Acque SpA, e con essa l’amministrazione comunale, oltre alla missione fondamentale di fornire un servizio efficiente e di qualità, intendono impegnarsi nel processo di valorizzazione di siti e infrastrutture che forniscono servizi primari ai cittadini, ma che talvolta gravano sul contesto urbano. Attraverso Rainbow, si cerca di valorizzare questi elementi, che caratterizzano innegabilmente i nostri territori, non solo attraverso la cura della loro funzionalità, ma attribuendo anche un valore di carattere paesaggistico e culturale. Un ulteriore percorso per dare ancora più valore alla risorsa di cui ci prendiamo cura, ossia l’acqua. Si tratta di una scelta non certo sporadica, che si inserisce piuttosto in una consolidata esperienza che fa del Basso Valdarno uno dei territori a più alta vocazione sostenibile del Paese.

L’opera. Il risultato si preannuncia di forte impatto, con opere visibili da grandi distanze che daranno un volto nuovo alle infrastrutture disseminate nel territorio. Ulteriormente, anche recependo significative indicazioni provenienti dalla cittadinanza, l’intervento vedrà la realizzazione di un progetto illumino-tecnico teso non solo a valorizzare l’opera ma anche a fornire un elemento di riconoscibilità dell’impianto nelle ore notturne. Per vedere il primo murales ad alta quota non resta quindi che aspettare lo smantellamento dell’impalcatura, previsto per il mese di giugno 2018. Successivamente, ci saranno ulteriori impianti coinvolti: Santa Colomba (Bientina) e Santa Maria a Monte, solo per citare i prossimi.



Il serbatoio. Costruito nel 1975, il serbatoio ha una capacità di 300 metri cubi e spicca da terra per 32 metri. Viene alimentato dalla centrale idrica di Vaiano che dista oltre 3 chilometri. Il pensile alimenta, oltre che l’intera San Romano, Capanne e la vicina zona industriale. Nel corso degli anni il deposito ha presentato un significativo degrado del materiale a causa della prolungata esposizione agli agenti atmosferici. È stato quindi inserito in un piano di interventi di manutenzione straordinaria dedicato nello specifico ai serbatoi, anche allo scopo di adeguarli progressivamente alle normative più recenti in materia anti-sismica. Gli interventi hanno riguardato la completa ristrutturazione dello scheletro di sostegno, il ripristino del calcestruzzo, il rivestimento con materiale specifico (fasce in fibra di acciaio ad altissima resistenza) per migliorare ulteriormente la stabilità, la sostituzione delle strutture di accesso, il rifacimento delle tubazioni e delle carpenterie metalliche, la pulizia interna della vasca. L’investimento complessivo ammonta a circa 350mila euro.

 

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