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> Parole e jazz d'aqua per il Burkina
Giobbe Covatta
Pisa-Teatro Verdi
31/10/2002


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"Burkina Faso
Progetto acqua"

del Movimento
Shalom

Come nasce il progetto

Nel 1995 è nato il progetto "Acqua per il Burkina" progettato dai tecnici ed ingegnieri del Movimento e con il contributo dell'A.S.C. Azienda Speciale Cerbaie (l'azienda di gestione del ciclo delle acque del Basso Valdarno), della Cassa di Risparmio di S. Miniato, dalla ditta Palmiro Scarmigli (assistenza tecnica) e con la partecipazione più ampia delle componenti sociale civili e religiose di quel paese.

Questo progetto, del quale è diventato responsabile l'Ing. Andrea Gozzini, prevede la costruzione di pozzi nei villaggi più poveri di quella terra secondo un piano tecnico stilato da una commissione specifica. L'aspetto più significativo è che il lavoro di perforazione del territorio è effettuata da quattro giovani Burkinabè formati tecnicamente presso la ditta pozzaia Scardigli di S. Miniato. È stata loro fornita una sonda autocarrata munita di tutte le attrezzature tecniche adatte alla perforazione del loro territorio e di tutto il materiale necessario. In questo modo è anche stato promosso lo sviluppo del lavoro tra gli abitanti del Burkina Faso. Tecnici specializzati della suddetta dita si sono recati in Burkina per verificare il buon funzionamento della attrezzature e per aiutare, nei primi tempi della loro attività, i quattro giovani tecnici. Ad oggi il progetto ha dato ottimi risultati con la costruzione di 100 pozzi; il 70% delle perforazioni ha avuto esito positivo, siccome è stata trovata acqua in quantità sufficiente a giustificare l'impianto di un pozzo. Di più, sotto la guida del Padre Rouamba (attualmente sostituito dal Padre Ouedraogo), l'Impresa ha sviluppato una inattesa capacità imprenditoriale cha ha consentito di allargare la monodopera locale; ai quattro giovani formati in Italia si sono aggiunti altri tre.

L'impresa di perforazione si è collocata con sucesso sul mercato locale ed i pozzi realizzati dal 1998 al 2000 sono stati commissionati, per la quasi totalità, da soggetti pubblici e privati burkinabé. Nonostante questa competitività incorragiante Shalom continua a cercare soggetti italiani (ed esteri) che sostenessero il costo di un pozzo (ca. 5500 euro), siccome nella stragrande maggioranza dei villaggi non è pensabile nessuna forma di autofinanziamento. Fin ora sono 26 i pozzi realizzati grazie ai contributi di un gruppo di finanziatori, fra i quali società di gestione del ciclo dell'acqua, aziende private, associazioni e singoli cittadini.