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Come nasce il progetto
Nel 1995 è nato il progetto "Acqua per
il Burkina" progettato dai tecnici ed ingegnieri del Movimento
e con il contributo dell'A.S.C. Azienda Speciale Cerbaie (l'azienda
di gestione del ciclo delle acque del Basso Valdarno), della
Cassa di Risparmio di S. Miniato, dalla ditta Palmiro Scarmigli
(assistenza tecnica) e con la partecipazione più ampia delle
componenti sociale civili e religiose di quel paese.
Questo progetto, del quale è diventato
responsabile l'Ing. Andrea Gozzini, prevede la costruzione
di pozzi nei villaggi più poveri di quella terra secondo un
piano tecnico stilato da una commissione specifica. L'aspetto
più significativo è che il lavoro di perforazione del territorio
è effettuata da quattro giovani Burkinabè formati tecnicamente
presso la ditta pozzaia Scardigli di S. Miniato. È stata loro
fornita una sonda autocarrata munita di tutte le attrezzature
tecniche adatte alla perforazione del loro territorio e di
tutto il materiale necessario. In questo modo è anche stato
promosso lo sviluppo del lavoro tra gli abitanti del Burkina
Faso. Tecnici specializzati della suddetta dita si sono
recati in Burkina per verificare il buon funzionamento della
attrezzature e per aiutare, nei primi tempi della loro attività,
i quattro giovani tecnici. Ad oggi il progetto ha dato ottimi
risultati con la costruzione di 100 pozzi; il 70% delle perforazioni
ha avuto esito positivo, siccome è stata trovata acqua in
quantità sufficiente a giustificare l'impianto di un pozzo.
Di più, sotto la guida del Padre Rouamba (attualmente sostituito
dal Padre Ouedraogo), l'Impresa ha sviluppato una inattesa
capacità imprenditoriale cha ha consentito di allargare la
monodopera locale; ai quattro giovani formati in Italia si
sono aggiunti altri tre.
L'impresa di perforazione si è collocata
con sucesso sul mercato locale ed i pozzi realizzati dal 1998
al 2000 sono stati commissionati, per la quasi totalità, da
soggetti pubblici e privati burkinabé. Nonostante questa competitività
incorragiante Shalom continua
a cercare soggetti italiani (ed esteri) che sostenessero il
costo di un pozzo (ca. 5500 euro), siccome nella stragrande
maggioranza dei villaggi non è pensabile nessuna forma di
autofinanziamento. Fin ora sono 26 i pozzi realizzati grazie
ai contributi di un gruppo di finanziatori, fra i quali società
di gestione del ciclo dell'acqua, aziende private, associazioni
e singoli cittadini.
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