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Acque Tour
Impianto di depurazione di San Jacopo
Il depuratore di San Jacopo riceve:
- liquami civili provenienti dalla fognature di Pisa, San Giuliano Terme, Vecchiano, Pontasserchio.
- Rifiuti liquidi afferenti all’impianto per mezzo di autobotti.
Costruito nel 1962, l’impianto di depurazione di San Jacopo è stato adeguato negli anni ’95 – ’96 con interventi al fine di migliorarne il funzionamento.
L’impianto è dotato di una sezione per il trattamento degli extraflussi, in particolare per il trattamento di fanghi di fosse biologiche e acque reflue.
La portata, cioè la quantità di “materiale in ingresso” da depurare è espressa in abitanti equivalenti, una unità di misura che esprime la quantità di sostanze inquinanti prodotte in media da una persona in un dato periodo di tempo (giorno, anno).
L’impianto in questione è dimensionato per servire 40.000 abitanti equivalenti.
La depurazione che avviene nell’impianto di Cambiano è costituita da diverse fasi.
All'inizio il liquame subisce una prima grigliatura, detta grossolana, alla quale segue una grigliatura fine. I rifiuti fermati dalla griglia vengono raccolti in un cassonetto e smaltiti in discarica.
Dopo la grigliatura il liquame è sottoposto a due ulteriori trattamenti: la dissabbiatura e la disoleatura che avvengono nella medesima vasca. Con la dissabbiatura la sabbia presente nel liquame si deposita sul fondo, da dove viene poi raccolta, essiccata e inviata in discarica. Con la disoleatura le sostanze oleose (saponi, detersivi etc) sono portate in superficie grazie all'immissione d'aria e poi recuperate.
Dopo questi trattamenti, definiti pretrattamenti, il liquame viene fatto passare da una serie di vasche per la depurazione vera e propria.
La prima di queste vasche è quella di sedimentazione primaria dove avviene la prima separazione dei fanghi dall’acqua. I fanghi eliminati vengono inviati nella vasca di ispessimento, di dimensioni più piccole, ma con la medesima funzione della vasca di sedimentazione.
Il fondo della vasca ha una particolare forma detta a tramoggia, simile ad un cono rovesciato, che permette una più facile eliminazione del fango dalla vasca. Inoltre, per agevolare questa operazione di raccolta del fango, la vasca è dotata anche di un ponte raschiante, una grande pala meccanica che, ruotando con moto lento e continuo (in modo da non intorbidare il liquido soprastante), raschia il fango depositato sul fondo e lo spinge verso il canale di uscita. (foto o disegno)
Dalla vasca di sedimentazione il liquame viene inviato, attraverso una tubatura molto grande, ad un’ulteriore vasca dove avviene la fase più importante del trattamento depurativo: l’ossidazione biologica. Durante la fase di ossidazione si sviluppano colonie di microrganismi (protozoi e batteri) che svolgono il loro ciclo vitale (ovvero si nutrono, crescono, si riproducono e muoiono) utilizzando le sostanze inquinanti presenti nel liquame e depurando così la materia trattata; si parla infatti di fanghi attivi.
L’azione di questi microrganismi favorisce inoltre l’aggregazione delle particelle inquinanti con la formazione dei fiocchi di fango (bioflocculazione). La presenza di questi aggregati di particelle è indispensabile per la separazione degli inquinanti dal liquame. Questi processi sono favoriti dal continuo movimento generato all’interno della vasca con delle turbine per diffondere in tutta la vasca l’aria. L’ossigeno è l’elemento indispensabile: senza, i microrganismi non potrebbero vivere! Nella stessa vasca avviene anche un altro processo importante, quello della nitrificazione che trasforma l’azoto (N) ammoniacale in nitrati grazie all’ossigeno (O2) ed è attuata dagli stessi batteri dell’ossidazione.
Il materiale composto da liquido e fango attivo viene quindi inviato alla sedimentazione secondaria.
I fanghi, depositati sul fondo, vengono raccolti e, in parte riutilizzati per favorire il processo biologico e mantenere costante la quantità di fango nella vasca di ossidazione.
La parte dei fanghi in eccesso (fanghi di supero) invece, viene convogliata nella linea fanghi per i successivi trattamenti.
L’acqua, in uscita da questa vasca, giunge attraverso un canale alla fase della disinfezione, detta clorazione da dove, ormai depurata viene scaricata nel fosso Ozeretto, un corso d’acqua afferente nel fiume Morto.
ATTENZIONE: oggetti apparentemente innocui come i bastoncini cotonati per l’igiene delle orecchie possono creare enormi difficoltà nella fase della depurazione perché non sono biodegradabili e in certi processi ostruiscono la griglia che filtra il liquame: la plastica di cui sono fatti non può essere trasformata né dai microrganismi dei processi biologici, né dai prodotti chimici che vengono impiegati per la disinfezione e permangono quindi nel liquame depurato creando inquinamento. Pensiamoci dopo averli utilizzati e gettiamoli nella pattumiera anziché nelle fognature!
Linea di trattamento dei fanghi
I fanghi di supero, insieme ai fanghi primari, vengono sottoposti a una serie di trattamenti che servono a rendere il volume dei rifiuti il più possibile concentato per smaltire in modo efficiente questi fanghi.
1. In una prima fase il fango viene trasferito alla fase di stabilizzazione aerobica, in cui ha luogo un processo biologico, reso possibile dalla presenza di ossigeno che mantiene in continua agitazione il fango ad una temperatura di circa 35°. Tutto ciò permette lo sviluppo di particolari microrganismi che rendono possibile la trasformazione delle sostanze organiche in sali minerali e gas biologici.
2. Successivamente fase il fango viene inviato all’ispessitore, dove viene rimossa l’acqua rimasta nei fanghi e conseguentemente ridotto lo spessore dei fanghi stessi
3. Il trattamento finale consiste nella disidratazione meccanica con filtropresse: un trattamento che riduce ulteriormente la presenza di acqua e liquidi ne fanghi, in modo da ridurne il peso.
Linea extraflussi
Gli extraflussi sono tutti quei rifiuti, di vario genere e di natura particolarmente grossolana, portati all’impianto di depurazione dalle autobotti.
Anche per questo materiale sono previsti dei trattamenti specifici:
Grigliatura. I rifiuti più grossolani vengono subito separati per mezzo di griglie che ne impediscono il passaggio e mandati in discarica dove si uniscono ai rifiuti indifferenziati.
Dissabbiatura. i liquami debbono essere portati in superficie per mezzo di grandi pompe a vite e raccolti in una vasca di cemento armato con il fondo a tramoggia (cioè fatto ad imbuto) dove il materiale solido, ancora presente dopo la grigliatura grossolana, si deposita. Il processo è accompagnato dall’immissione d’aria che imprime al liquido un moto tale da generare una sorta di risucchio verso il fondo delle sostanze più pesanti (simile a quello che si forma nel lavandino quando togliamo il tappo).
Omogeneizzazione. Questo processo serve a rendere omogenea la massa dei rifiuti.
Trattamento chimico-fisico. Il fango viene condizionato con l’aggiunta di alcuni prodotti chimici: calce e cloruro ferrico. Questo procedimento serve a far decantare (da inserire definizione) il fango per farlo sedimentare e quindi renderlo il meno inquinante possibile.
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