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Acque Tour

Depuratore Pisa Sud

L’impianto di depurazione di Porta a Mare - Pisa Sud è stato realizzato per i trattamenti dei liquami provenienti dalle reti di fognatura mista del territorio urbano di Pisa, a Sud del fiume Arno.
Il liquame che giunge all’impianto di depurazione è caratterizzato dalla presenza di diverse tipologie di rifiuti: domestici, commerciali e, in piccola parte, industriali. Anche il sistema fognario determina la tipologia delle sostanze inquinanti che confluiscono all’impianto. In particolar modo il problema del dilavamento urbano e delle acque piovane che trascinano con sé materiale tossico di ogni specie possono risultare pericolose per l’efficienza del trattamento depurativo e per l’equilibrio ambientale del corpo ricevente.
Viste le particolari caratteristiche del liquame e la loro tipologia mista ( sono infatti costituiti da rifiuti di tipo urbano e industriale) nel processo depurativo si è posta particolare attenzione ai trattamenti preliminari.


LINEA LIQUAMI URBANI

Equalizzazione
Il primo trattamento che viene effettuato è quello di equalizzazione, necessario per rendere il più possibile omogenea la quantità di liquame in arrivo al depuratore visto che esso riceve scarichi così diversi.

Grigliatura grossolana.
Dalla rete fognaria arrivano materiali di diversa natura e dimensione (carta e piccoli rifiuti che gettiamo nel WC o che vengono trascinati dall’acqua piovana) provenienti dagli scarichi urbani. I più grossolani vengono subito separati per mezzo di griglie che ne impediscono il passaggio e mandati in discarica dove si uniscono ai rifiuti indifferenziati.

Dissabbiatura
Poiché le fognature si trovano sotto terra, i liquami debbono essere portati in superficie per mezzo di grandi pompe a vite e raccolti in una vasca di cemento armato con il fondo a tramoggia (cioè fatto ad imbuto) dove il materiale solido, ancora presente dopo la grigliatura grossolana, si deposita. Il processo è accompagnato dall’immissione d’aria che imprime al liquido un moto tale da generare una sorta di risucchio verso il fondo delle sostanze più pesanti (simile a quello che si forma nel lavandino quando togliamo il tappo).

Dopo questi trattamenti, definiti pretrattamenti, il liquame viene fatto passare da una serie di vasche per la depurazione vera e propria.

La grigliatura e la dissabbiatura sono definiti pretrattamenti in quanto puliscono il liquame prima di venir inviato alle fasi di depurazione vera e propria. Mentre la grigliatura è presente generalmente in tutti gli impianti di depurazione, la dissabbiatura è uno dei pretrattamenti legati alla tipologia del liquame in arrivo che può avere anche una quantità minima di oli o sabbie tale da non necessitare di alcun trattamento.

Sedimentazione primaria
La prima di queste vasche è quella di sedimentazione primaria dove avviene la prima separazione dei fanghi dall’acqua. I fanghi eliminati vengono inviati nella vasca di ispessimento, di dimensioni più piccole, ma con la medesima funzione della vasca di sedimentazione.

Il fondo della vasca ha una particolare forma detta a tramoggia, simile ad un cono rovesciato, che permette una più facile eliminazione del fango dalla vasca. Inoltre, per agevolare questa operazione di raccolta del fango, la vasca è dotata anche di un ponte raschiante, una grande pala meccanica che, ruotando con moto lento e continuo (in modo da non intorbidare il liquido soprastante), raschia il fango depositato sul fondo e lo spinge verso il canale di uscita. (foto o disegno)

Denitrificazione
Questa fase consiste in un trattamento in cui si verifica la trasformazione dell’azoto dalla forma di nitrato, altamente inquinante, alla forma innocua di azoto elementare. (avviene nella stessa vasca di ossidazione come a S.Iacopo)

Ossidazione
Questa fase è la più importante di tutto il processo depurativo. Nella vasca di ossidazione si sviluppano colonie di microrganismi (protozoi e batteri) che svolgono il loro ciclo vitale (ovvero si nutrono, crescono, si riproducono e muoiono) utilizzando le sostanze inquinanti presenti nel liquame e depurando così la materia trattata; si parla infatti di fanghi attivi. Questo procedimento riproduce il naturale processo di autodepurazione dei corsi d'acqua, ma con tempi molto più brevi.
L’azione di questi microrganismi favorisce inoltre l’aggregazione delle particelle inquinanti con la formazione dei fiocchi di fango (bioflocculazione). La presenza di questi aggregati di particelle è indispensabile per la separazione degli inquinanti dal liquame. Questi processi sono favoriti dal continuo movimento generato all’interno della vasca per diffondere in tutta la vasca l’aria immessa meccanicamente. L’ossigeno è l’elemento indispensabile: senza, i microrganismi non potrebbero vivere!

Sedimentazione secondaria
Il sedimentatore secondario, posto a fianco della vasca di ossidazione, è come una piscina tranquilla dove i fiocchi di fango, più pesanti del liquido, si posano sul fondo. Un meccanismo detto ponte raschiante provvede poi a raccogliere i fanghi attivi, girando con un moto lentissimo, in modo da non intorbidare il liquido. Una parte dei fanghi raccolti viene riutilizzata per favorire il processo biologico e mantenere costante la quantità di fango nella vasca di ossidazione, la parte in esubero (fanghi di supero) viene convogliata nella linea fanghi per i successivi trattamenti.

Clorazione
Il liquido, separato dal fango, giunge infine alla vasca di clorazione dove viene disinfettato. Adesso l’acqua depurata è pronta per essere immessa nel corpo ricevente, il Canale dei Navicelli

L’impianto di depurazione di Pisa sud è strutturato anche per lo stoccaggio delle acque acque depurate. Qui vengono depositate le acque al fine di conservarle per un successivo utilizzo a scopo di irrigazione o per essere utilizzata nelle lavorazioni industriali. La presenza di organismi patogeni potrebbe compromettere l’utilizzo delle acque di scarico per l’irrigazione di campi e giardini ed è per questo fondamentale che la depurazione risulti più che efficiente.

Linea fanghi
I fanghi di supero vengono sottoposti a trattamenti che servono a separarli dall’acqua per renderli meno ingombranti prima dello smaltimento in discarica e ad abbattere le sostanze nocive contenute.

1. In una prima fase il fango viene trasferito alla fase di stabilizzazione aerobica, in cui ha luogo un processo biologico, reso possibile dalla presenza di ossigeno che mantiene in continua agitazione il fango ad una temperatura di circa 35°. Tutto ciò permette lo sviluppo di particolari microrganismi che rendono possibile la trasformazione delle sostanze organiche in sali minerali e gas biologici.
2. Successivamente fase il fango viene inviato all’ispessitore, dove viene rimossa l’acqua rimasta nei fanghi e conseguentemente ridotto lo spessore dei fanghi stessi
3. Nella fase di disidratazione si riduce ulteriormente la presenza di acqua e liquidi nei fanghi, in modo da ridurne il peso. Questo trattamento viene eseguito mediante l’utilizzo di filtropresse.
4. Letto di essiccamento. Infine il fango viene posto in vasche allo scopo di essere drenato e successivamente essiccato al sole, per ridurne ulteriormente lo spessore.

Trattamento aeriformi
Deodorizzazione con filtri a torba. Durante il processo di depurazione i liquami danno origine allo sviluppo di gas maleodoranti (quali ad esempio il metano) che vengono aspirati e filtrati attraverso una griglia di resina o a un letto di torba, costituito da fogliame o arbusti.