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Acque Tour
L'acquedotto Mediceo
L'Acquedotto Mediceo si estende per
una lunghezza di 6 chilometri con una struttura muraria formata
da 934 archi decrescenti attraverso un percorso che parte
dalla Valle delle Fonti ed arriva fino alla parte nord delle
mura della città di Pisa.
La Valle delle Fonti domina dall'alto il paese di Asciano
e deriva il suo nome dall'abbondante presenza di acqua., che
sgorga da queste pendici fin dai tempi più antichi. Quest'acqua
è stata particolarmente apprezzata per la sua leggerezza e
purezza, caratteristiche dovute ad una lunga depurazione naturale
che l'acqua subisce scorrendo attraverso letti rocciosi.
Vista la mancanza di sorgenti nella pianura pisana, durante
la metà del 500 si sentì l'esigenza di utilizzare e sfruttare
le acque della Valle delle Fonti, incanalandole in apposite
strutture che le portavano fino alla città di Pisa.
Il primo a voler costruire un acquedotto fu il Granduca di
Toscana Cosimo I dei Medici.
Agli inizi del 1500 progettò infatti un acquedotto sotterraneo
che doveva servirsi, per il trasporto dell'acqua, di canaline
fatte di terracotta rivestite di materiale vetroso. Il materiale
utilizzato tuttavia non riusciva a proteggere l'acqua dalle
infiltrazioni esterne e dalle numerose perdite lungo il percorso
verso la città. Per questo motivo l'idea di Cosimo I, sebbene
ambiziosa e moderna, non ebbe successo e fu il figlio, Ferdinando
I a ideare la soluzione dell'acquedotto sopraelevato ad archi
come del resto avevano già fatto i Romani.
Anche Ferdinando I tuttavia non riuscì a vedere ultimati i
lavori, che furono conclusi da Cosimo II dei Medici e nel
1595 l'acqua di Asciano arrivò alle fontane della città.
L'acqua delle sorgenti proveniente dai monti sopra Asciano
veniva incanalata nel percorso sopraelevato e iniziava il
suo percorso in discesa. Per frenare la forza dell'acqua e
permettere ai materiali in sospensione presenti nell'acqua
di depositarsi furono costruiti dei piccoli serbatoi chiamati
bottinelli e una grossa piscina di raccolta conosciuta come
Cisternone Mediceo.
L'acqua veniva distribuita dal cisternone alla città di Pisa
grazie al lavoro dei fontanieri che avevano "l'ufficio
di aprire e chiudere le chiavi maestre, lasciar passare solo
quella determinata quantità d'acqua giorno per giorno, e solo
quella che ha avuto il tempo di diventar limpida e perfetta".
I fontanieri, quelli che potremmo chiamare i custodi delle
acque, risiedevano nel Casone delle Fonti, attiguo
al cisternone dove lavoravano stabilmente.
Dopo i Medici l'acquedotto passò nelle mani dei Lorena i quali
mantennero lo stesso percorso dell'acqua da Asciano a Pisa,
ma provarono di nuovo a incanalare l'acqua in tubazioni sotterranee,
ma questa volta con maggior successo grazie al materiale utilizzato,
prima il piombo, poi la ghisa.
Attualmente l'acquedotto ancora alimentato dalle numerose
sorgenti situate nella Valle delle Fonti rifornisce esclusivamente
alcune fontane pubbliche della città di Pisa e non distribuisce
più acqua alle abitazioni.
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