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Acque Tour
Centrale di Filettole
La centrale di Filettole è stata costruita intorno al 1920
per il rifornimento idrico della città di Pisa in quanto l'acquedotto
Mediceo non era più in grado di sopperire alle necessità della
popolazione pisana in aumento. L'acqua veniva estratta, come
accade ancora oggi, da una grossa falda che si trova nel subalveo
del Serchio.
La presenza del Monte Pisano ha condizionato
il percorso naturale del fiume Serchio. Infatti, dopo un tracciato
pressoché lineare per tutta la Garfagnana il fiume, sfociato
in pianura, si trovò di fronte questo ostacolo naturale. Si
formarono così due direttrici: la principale, conosciuta come
fiume Auser, attraverso una piccola deviazione ad est di Lucca,
sfociava nell'Arno all'altezza del Lago di Bientina (come
lo chiamano i pisani) o di Sesto (come lo chiamano i lucchesi);
la secondaria, nota come fiume Auserculus, si dirigeva verso
ovest. Il lago di Bientina però, ad un certo punto, non poté
più sopportare il carico di detriti trasportati dal fiume
tanto che a poco a poco si riempì. L'Auser quindi, non avendo
più sbocco verso est, per un'evoluzione storico-idrografica
cambiò direzione, trasformando la direttrice minore in quella
maggiore. L'Auserculus così divenne l'Auser e proseguendo
verso la stretta di Ripafratta sfociò nell'Arno a Pisa (all'altezza
della cosiddetta zona CEP).
La tradizione orale attribuisce ad un intervento miracoloso
la deviazione del Serchio. Si narrava infatti che il santo
vescovo di Lucca avesse deviato con un rastrello il corso
del fiume verso ovest per salvare la città dalle continue
inondazioni.
L'odierno fiume Serchio sfocia direttamente in mare per una
deviazione effettuata dall'uomo all'altezza di Ripafratta
che lo diresse verso Avane e Vecchiano.(CARTINA)
Il crescente fabbisogno idrico della città di Pisa, dovuto
al suo notevole sviluppo demografico, ha modificato la struttura
della centrale di Filettole che si è dovuta adeguare ai continui
abbassamenti della falda divenuta, nel corso degli anni, sempre
più profonda.
In un primo momento furono costruiti una serie di pozzi collegati
tra loro con delle condotte poste in galleria ad una profondità
di circa tre metri. Le condotte erano collegate da apposite
pompe che creando una depressione facevano affluire l'acqua
ai serbatoi, situati anch'essi in galleria. Dalla centrale
l'acqua con delle pompe elettriche veniva spinta al serbatoio
di Orzignano posto ad un altezza di 62 metri sul livello del
mare e da qui arrivava per caduta verso Pisa. Questo procedimento
di captazione dell'acqua era possibile perché la falda si
trovava ad una profondità di 4-6 metri.
Successivamente la falda acquifera si abbassò sotto i 7 metri
e le pompe che creavano il vuoto non erano più in grado di
aspirare l'acqua.
Furono costruiti allora altri 5 pozzi dai quali l'acqua veniva
sollevata con pompe sommerse e immessa ad un serbatoio dal
quale era spinta al serbatoio di Orzignano.
Alla fine degli anni cinquanta la quantità d'acqua fornita
dalla centrale di Filettole e dal serbatoio di Orzignano non
era più sufficiente alle richieste della popolazione pisana
e per questo non solo vennero costruiti altri pozzi, ma fu
aggiunto un nuovo serbatoio nella centrale e potenziato il
serbatoio di Orzignano. Questo sistema di pompaggio e di spinta
non dava garanzie di continuità di servizio alla cittadina
e così nel 1987 venne cambiato radicalmente il sistema di
spinta alla centrale di Filettole.
Oggi dell'antica centrale rimangono le singole strutture
non più funzionanti, ma perfettamente mantenute nel suo stato
originario mentre i pozzi, per un totale di 11, si trovano
sulla riva destra del Serchio e raggiungono una profondità
di circa 45 metri .
Lo sai che: L'antica Centrale di Filettole diventerà un
museo ludico-didattico denominato Casa dell'Acqua dove verranno
raccolti ed esposti i modelli funzionanti di impianti idraulici,
dove saranno allestiti dei laboratori didattici e dove verrà
creato un centro di documentazione sull'acqua. Sito internet:
www.casadellacqua.it
Normalmente ne funzionano solo 7 (a rotazione) e vengono comandati
dal Telecontrollo situato presso la sede di Acque S.p.A. ad
Ospedaletto.
L'acqua sollevata dai pozzi viene inviata subito ai serbatoi
di Avane e di Orzignano dove viene aggiunto, in uscita dal
deposito, ipoclorito di sodio per mantenere l'acqua microbiologicamente
pura nella rete di distribuzione.
L'acqua di Filettole infatti per le sue caratteristiche chimico-fisiche
e batteriologiche non necessita di alcun trattamento di potabilizzazione.
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