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Acque Tour

Impianto di depurazione di Cambiano

L’impianto di depurazione di Cambiano è il più grande della zona e provvede a purificare le acque dei comuni di Castelfiorentino, Certaldo, Gambassi, San Gimignano e Montaione.

La portata, cioè la quantità di “materiale in ingresso” da depurare è espressa in abitanti equivalenti, una unità di misura che esprime la quantità di sostanze inquinanti prodotte in media da una persona in un dato periodo di tempo (giorno, anno). L’impianto in questione è dimensionato per servire 85.000 abitanti equivalenti.

La depurazione che avviene nell’impianto di Cambiano è costituita da diverse fasi. All'inizio il liquame subisce una prima grigliatura, detta grossolana, alla quale segue una grigliatura fine. I rifiuti fermati dalla griglia vengono raccolti in un cassonetto e smaltiti in discarica.
Dopo la grigliatura il liquame è sottoposto a due ulteriori trattamenti: la dissabbiatura e la disoleatura che avvengono nella medesima vasca. Con la dissabbiatura la sabbia presente nel liquame si deposita sul fondo, da dove viene poi raccolta, essiccata e inviata in discarica. Con la disoleatura le sostanze oleose (saponi, detersivi etc) sono portate in superficie grazie all'immissione d'aria e poi recuperate.
Dopo questi trattamenti, definiti pretrattamenti, il liquame viene fatto passare da una serie di vasche per la depurazione vera e propria.
La prima di queste vasche è quella di sedimentazione primaria dove avviene la prima separazione dei fanghi dall’acqua. I fanghi eliminati vengono inviati nella vasca di ispessimento, di dimensioni più piccole, ma con la medesima funzione della vasca di sedimentazione.

Il fondo della vasca ha una particolare forma detta a tramoggia, simile ad un cono rovesciato, che permette una più facile eliminazione del fango dalla vasca. Inoltre, per agevolare questa operazione di raccolta del fango, la vasca è dotata anche di un ponte raschiante, una grande pala meccanica che, ruotando con moto lento e continuo (in modo da non intorbidare il liquido soprastante), raschia il fango depositato sul fondo e lo spinge verso il canale di uscita. (foto o disegno)

Dalla vasca di sedimentazione il liquame viene inviato, attraverso una tubatura molto grande, ad un’ulteriore vasca dove avviene la fase più importante del trattamento depurativo: l’ossidazione biologica. Durante la fase di ossidazione si sviluppano colonie di microrganismi (protozoi e batteri) che svolgono il loro ciclo vitale (ovvero si nutrono, crescono, si riproducono e muoiono) utilizzando le sostanze inquinanti presenti nel liquame e depurando così la materia trattata; si parla infatti di fanghi attivi.
L’azione di questi microrganismi favorisce inoltre l’aggregazione delle particelle inquinanti con la formazione dei fiocchi di fango (bioflocculazione). La presenza di questi aggregati di particelle è indispensabile per la separazione degli inquinanti dal liquame. Questi processi sono favoriti dal continuo movimento generato all’interno della vasca con delle turbine per diffondere in tutta la vasca l’aria. L’ossigeno è l’elemento indispensabile: senza, i microrganismi non potrebbero vivere!

Il materiale composto da liquido e fango attivo viene quindi inviato alla sedimentazione secondaria.
I fanghi, depositati sul fondo, vengono raccolti e, in parte riutilizzati per favorire il processo biologico e mantenere costante la quantità di fango nella vasca di ossidazione. La parte dei fanghi in eccesso (fanghi di supero) invece, viene convogliata nella linea fanghi per i successivi trattamenti. L’acqua, in uscita da questa vasca, giunge attraverso un canale alla fase della disinfezione, detta clorazione da dove, ormai depurata viene scaricata nel Fiume Elsa.

Il fango separato dall’acqua durante le varie fasi del processo depurativo viene sottoposto ad una serie di trattamenti finalizzati a ridurne il volume prodotto e, cosa molto importante, ad abbattere le sostanze nocive.
Nella vasca di ispessimento si elimina una certa percentuale d’acqua dal fango, ma per essere smaltito deve venir sottoposto ad ulteriori trattamenti di disidratazione con le nastropresse.
L’altro processo fondamentale è la stabilizzazione. Essa ha la funzione di ridurre le sostanze inquinanti per l’ambiente e di preparare il fango ai trattamenti di disidratazione. Il sistema adottato in questo caso è un processo biologico che si svolge all’interno di grandi vasche chiuse, chiamati digestori anaerobici, simili a delle pentole a pressione nelle quali il fango, lasciato a marcire privo di ossigeno sprigiona dei biogas (metano). Questi gas vengono bruciati per garantire il processo di digestione del fango che deve avvenire ad una temperatura di 35°, mentre i fanghi vengono mandati alla nastropressa e inviati in discarica.